| Guida
alle perle |
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Mikimoto |
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Storicamente
il nome Mikimoto è legato alle Perle Giapponesi,
le mitiche Akoja. Oggi il marchio Mikimoto è
sinonimo di qualità per qualunque varietà
di perle, dalle Keshi alle rarissime Konch Pearls,
sempre che siano gemme con le caratteristiche necessarie
per rientrare nei rigorosissimi parametri qualitativi
che Mikimoto, e solo Mikimoto, si è data. Kokichi
Mikimoto, il piccolo grande uomo delle perle giapponesi,
fu colui il quale rese possibile la "ripetizione"
e quindi il miglioramento della magia delle perle.
Oggi,
grazie ad una presenza globale nelle principali città
e paesi del mondo, il marchio Mikimoto è sinonimo
di eccezionale standard qualitativo, selezione accuratissima,
totale servizio al cliente per tutti i suoi altri
prodotti quali la Collezione Perle dei Mari del Sud
e per i gioielli con perle della "Compagnia delle
Perle". |
Fu proprio Kokichi
Mikimoto ad ottenere l’11 Luglio 1893 la prima
perla coltivata della storia. Grazie ad un procedimento
delicato e minuzioso, basato su un’idea straordinariamente
semplice, ma costata anni di ricerca, Mikimoto creò
un business internazionale che gli fruttò
l’universale definizione di Re delle perle.
L’ambito e
prestigioso ruolo di gioielliere della Famiglia
Imperiale Giapponese, conferma una volta di più
la fama di Mikimoto, le cui splendide perle ornano
i potenti della terra: dal Rajah Baroda in India
ai Reali di Spagna fino alla Regina Elisabetta II
d’Inghilterra ad altri personaggi famosi.
Le Perle Keshi si
formano accidentalmente all’interno del mollusco
già sottoposto in periodi precedenti ad innesto
per la produzione di perle coltivate. Le Perle Keshi
pur avendo origine marina hanno forme molto simili
alle perle di acqua dolce e benchè si formino
in modo naturale sono considerate perle coltivate
poiché derivano da manipolazioni dell’uomo
fatte sull’ostrica in periodi precedenti.
Le Konch Pearls
commercialmente conosciute come "Perle di Strombus"
sono di colore rosa e di aspetto simile alla porcellana,
sono prodotte dallo STROMBUS GIPAS (Gasteropode)
che vive nell’Oceano Indiano e dei Caraibi.
Queste perle sono estremamente rare.
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| Composizione |
La
perla è un prodotto di origine organica che si genera
spontaneamente allinterno di alcune ostriche
nelle cui parti vitali si è insediato un corpo estraneo.
Per difendersi da questo attacco esterno, il mollusco
ricopre "lospite indesiderato" con
strati successivi di carbonato di calcio e conchiolina
detti "nacre" che danno forma alla
perla. Questo processo si ripete in modo assolutamente
identico sia nelle perle naturali che in quelle coltivate.
La perla può infatti prodursi in modo spontaneo, quando
cioè il corpo estraneo entra casualmente nel mollusco,
oppure in modo pilotato quando è invece luomo
ad inserire un nucleo nellinterno dellostrica
per stimolare questo meccanismo. |
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| Provenienza |
-
Akoya (coltivata in Giappone ed in Cina)
- Bianche dei mari del sud (coltivata in Australia,
Myanma ed Indonesia)
-
Nere dei mari del sud (coltivata nella Polinesia francese)
- Nere dei mari del sud (coltivata nella Polinesia
francese)
- Perle "fresh water" (coltivata in Giappone,
in Cina e negli Stati Uniti)
- Mabe (coltivata in Giappone , Indonesia ed Australia)
Le
perle coltivate nei mari del Giappone si ottengono
dalla fecondazione del mollusco Pinctada Martensii
(detta comunemente Akoya), le perle ottenute vanno
da 2 a 11 mm di diametro con colorazioni rosa, bianco,
crema e varie sfumature, molto rare e costose come
ad esempio le perle grigie.
Per
ottenere perle di buona qualità sono necessari
3 anni di coltivazione, le perle ottenute possono
essere di forma sferica, a goccia, ovoidali
o barocche (cioè con forme asimmetriche).
Del raccolto annuo giapponese delle perle, solo il
10% può rientrare nei parametri qualitativi
definiti da Mikimoto.
Le perle coltivate nei mari del Sud denominate "South
See" o australiane si ottengono dalla coltivazione
nei mari dell’Indonesia, Borneo, Filippine,
Australia, Birmania e Polinesia, per ottenere un buon
strato di perlagione occorrono 2 anni di coltivazione.
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I
molluschi utilizzati sono:
- la Pinctada Maxima, il cui mollusco perlifero è
responsabile della produzione di perle color oro,
bianco e argento e può creare affascinanti perle che,
in casi straordinari, possono giungere sino ai 20
millimetri.
- La Pinctada Margaritifera,
il cui mollusco perlifero è responsabile della produzione
di perle che dal color grigio giungono sino al nero,
può produrre, con maggior difficoltà, perle
sino ai 17/18 millimetri di diametro. Mikimoto seleziona
per voi solo le più belle al mondo.
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Criteri
di qualità |
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Solo
5 perle su 100, sono considerate da Mikimoto di alta
qualità, e solo 10 su 100 rientrano, secondo
rigorosi controlli, nei 5 criteri valutativi, internazionalmente
riconosciuti, che definiscono la Mikimoto Quality.
1) LUCENTEZZA
O "ORIENTE"
La lucentezza naturale delle perle Mikimoto è
dovuta al lungo periodo di coltivazione, occorre
l’abilità e la cura di tecnici preparati
affinchè gli strati di perlagione si sovrappongono
in maniera compatta e omogenea per ottenere brillantezza
e rifrazione della luce.
2) FORMA
Raramente il mollusco perlifero produce perle perfettamente
sferiche. Le forme più apprezzate in cui
si suddividono le perle sono: sferica, sub-sferica
(off-shape), forma a bottone, allungata a pera o
goccia, barocca, cerchiata.
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3) DIMENSIONE
Il diametro definisce la dimensione di una perla.
Normalmente i fili di Perle Giapponesi sono uniformi,
i fili di Perle dei Mari del Sud sono a scalare,
solo eccezionalmente sono composti da perle della
medesima dimensione.
4) SUPERFICIE
DI PERLAGIONE
Le perle sono prodotti della natura: minutissimi
segni sulla superficie sono parte della loro struttura
naturale come per la delicata seta grezza. Nelle
Perle dei Mari del Sud inoltre è importantissima
la posizione dei segni di superficie.
5) COLORE
Le perle hanno molte gradazioni di colore. Nella
definizione del colore, si è soliti scindere
in tono e sfumatura. I colori delle perle sono normalmente
classificati come bianco, grigio chiaro, grigio
blu, nero, crema, gold e rosa.
Le perle Mikimoto
non subiscono alcun trattamento per variare e rafforzare
la tonalità del colore.
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| Attestazione |
La
"qualità Mikimoto" è ATTESTATA
da una DUPLICE garanzia:
- La prima rilasciata al momento dell’acquisto
dalla Gioielleria Cappelletti
- La seconda inviata direttamente dalla Mikimoto giapponese,
con un esclusivo certificato internazionale di autenticità. |
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| Come
aver cura delle perle |
Le
perle necessitano di cura e attenzione per risaltare
nella loro massima bellezza. Ecco alcuni suggerimenti.
Evitare di riporle accanto ad oggetti acuminati o
duri. Separare le perle dai diamanti e da altre pietre
che potrebbero graffiarle.
Le
perle temono i profumi, le lacche e i cosmetici, alcool
e sostanze acide possono danneggiarle. E’ bene
togliere la collana per il maquillage. Prima di riporle,
strofinare delicatamente le perle con un panno morbido
e asciutto. E’ consigliabile evitare il contatto
del filo con l’acqua poiché il filo potrebbe
indebolirsi.
E’
buona precauzione, se si indossano spesso le perle,
farle riinfilare una volta all’anno poiché
il filo tende ad allungarsi e ad impregnarsi delle
varie sostanze con cui entra in contatto. |
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Ricerca |
Ricerca
di materiali straordinari. Nei porti delle perle più
famosi del mondo, le mani esperte dei tecnici MIKIMOTO
selezionano per la Compagnia le perle più belle:
nere dagli splendidi riflessi, dalla Polinesia e dall’isola
di Okinawa; crema intenso, dalla birmana Rangoon;
bianche, dalle selvagge coste dell’Australia
orientale fra Broome e Darwin. Il magico oriente delle
perle giapponesi, dalla baia di Ago, dove Kokichi
Mikimoto per primo coltivò le perle, nelle
incredibili tonalità oro, grigio, rosa e bianco.
Ricerca
di diamanti dalla luce più pura. Quelli moderni
taglio Tolkoski, selezionati dalla Compagnia delle
Perle fra le migliori taglierie della Jacuzia e di
Anversa. Ma anche i diamanti tagliati a rosa, il taglio
più antico. Creato in India quasi 500 anni
fa, utilizzato in diverse varianti per il taglio di
alcuni dei più straordinari diamanti del mondo,
il Gran Mogul, l’Orloff, il Koh-i-noor, introdotto
dai veneziani in Europa nel XXVII secolo, il taglio
a rosa viene oggi riproposto dalla Compagnia delle
Perle nella versione "Full Dutch" a 36 faccette,
con tutte le suggestioni della sua antica storia.ù
Ricerca
del metallo. La Compagnia delle Perle oltre all’oro
giallo, bianco, e rosa utilizza anche l’oro
grigio. Difficile da lavorare, e per questo poco utilizzato,
l’oro grigio, accostato alle perle, emana una
sobria e calda eleganza.
Ricerca
di tecnologie innovative nella realizzazione dei gioielli,
per poter legare in molti suoi modelli il metallo
alle perle senza l’impiego dei collanti. Gioielli
simbolo d’amore, ma anche segno di personalità,
chiave di lettura del mondo di essere di chi li indossa. |
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